Il blog intreccia il simbolismo biblico, la teologia apofatica e la dottrina del risveglio spirituale. Ogni articolo esplora il testo sacro con un approccio meditativo e illustrativo, unendo approfondimenti storici, mistici e filosofici. Invita il lettore a vivere l'Apocalisse non come un testo di fine dei tempi, ma come una rivelazione personale e collettiva, un viaggio verso l'unità e la trascendenza.

lunedì 26 gennaio 2026

La Via del Vuoto che Guarisce

La Via del Vuoto che Guarisce

Dodici soglie di risveglio tra Jātaka, teologia negativa e trasfigurazione del potere

Giuseppe Gugliotta

 

La copertina non introduce il libro come oggetto, ma come spazio di accesso.
Il lettore deve “entrare nel vuoto” prima ancora di leggere.

 

Introduzione

Non c’è un eroe al centro di questo libro.
C’è un vuoto che impara a farsi spazio.

La Via del Vuoto che Guarisce nasce come un attraversamento: non di dottrine, ma di soglie. Dodici passaggi ispirati ai Jātaka buddhisti, letti come stazioni di un cammino iniziatico in cui la compassione si trasforma, lentamente e irreversibilmente, fino a diventare intercessione universale e dissoluzione del potere sacrificale.

Questo non è un percorso di elevazione.
È una pratica di sottrazione.

 

Corpo centrale

Ogni soglia non aggiunge qualcosa al soggetto.
Ogni soglia toglie peso alla separazione.

Nel dialogo tra buddhismo antico, teologia negativa e critica del potere, il libro mostra come la violenza non sia solo un fatto storico o politico, ma una struttura simbolica: quella del sacrificio necessario, del prezzo da pagare, della vittima che giustifica l’ordine.

La compassione, qui, non interviene per correggere.
Non salva per dominare.
Non giudica per sostituirsi.

Attraverso figure progressive — dall’offerta muta, alla parola che incrina, fino alla rinuncia radicale — il cammino conduce verso il Nigrodhamiga-Jātaka, il Cervo del Banyan: non un sovrano illuminato, non un salvatore, ma una presenza che intercede diventando spazio, trasformando il potere nel gesto di non esercitarlo.

In questo senso, il risveglio non produce un soggetto migliore.
Dissolve la soggettività separata.

 

Culmine simbolico

Il cuore della Via non è una risposta.
È una cessazione.

Non questo, non quello:
solo il vuoto che guarisce.

Qui la compassione non è più un atto.
È una condizione del reale.

 

Invito alla lettura

Questo saggio è rivolto a chi non cerca consolazione spirituale,
ma una trasformazione del modo di abitare il mondo.

A chi intuisce che il vero cambiamento non avviene conquistando un centro,
ma lasciandolo vuoto.

 

📎 Link al saggio

PDF: https://drive.google.com/file/d/1mH_DLx8Upm68ChjiB1rnBJTBUAV8Udwq/view?usp=sharing EPUB: https://drive.google.com/file/d/1ixw7hX0OA3cXV_VPVNgvNG_7OTWaIkMA/view?usp=sharing

 

 

Nota finale

La Via del Vuoto che Guarisce non propone un nuovo linguaggio di potere,
ma il suo disarmo simbolico.


Nessun commento:

Jātaka 20 – Naḷapāna

  V. The Apophatic Passage — Drinking Without Meeting Power The path of emptying in the Naḷapāna-Jātaka: how to quench thirst without fall...