Qui le storie delle vite del Bodhisattva sono animate due volte: prendono forma in illustrazioni, graphic novel e colori, e vengono portate a respirare nel cuore di chi le osserva. Un viaggio visivo tra scimmie sagge, elefanti generosi e principi compassionevoli, dove ogni tratto è un ponte tra Oriente e Occidente, tra parola e immagine.

domenica 10 maggio 2026

Jātaka 68 – Sāketa-Jātaka: il paradosso dell’identità (video con psicologia buddhista e junghiana)

 


 Jātaka 68 – Sāketa-Jātaka: il paradosso dell’identità (video con psicologia buddhista e junghiana)

 Una storia antica che sfida la parentela biologica e rivela il riconoscimento archetipico. 36 slide animate in stile Ajanta + audio.

 

 L’immagine di copertina rappresenta il Buddha al centro, circondato da un mandala di 3000 vite, mentre il bramino e sua moglie gli abbracciano i piedi. È la sintesi visiva del paradosso del Jātaka 68: il vero legame non è di sangue ma di karman condiviso attraverso molte esistenze.

 

E se uno sconosciuto ti abbracciasse chiamandoti figlio – e tu sapessi che sta dicendo una verità più profonda di quella biologica?

Questo video presenta il Sāketa-Jātaka (Jātaka 68) , una delle storie più paradossali della raccolta buddhista. Un anziano bramino e sua moglie incontrano il Buddha alla porta di Sāketa, gli abbracciano i piedi e lo reclamano come figlio perduto da tempo. Il Buddha non li smentisce. Più tardi rivela il perché: in oltre 3.000 nascite passate, quell’uomo è stato suo padre, zio e nonno per 1.500 vite, e sua moglie è stata sua madre, zia e nonna per 1.500 vite. Il vero legame non è di sangue, ma di storia karmica condivisa.

Ma la storia va oltre. Ci confronta con un dilemma etico ed esistenziale: chi ci appartiene veramente? Il Buddha accetta sia la sua famiglia biologica (Suddhodana e Māyā) sia quella karmica (la coppia di bramini) – senza conflitto. Questo è il paradosso dell’identità al Livello 3 del nostro percorso: il soggetto non è più solo vittima o osservatore dell’inganno, ma deve decidere in situazioni di lealtà in conflitto. Emergono gerarchie inaspettate e paradossi ontologici.

Strato junghiano: Questo Jātaka rispecchia le idee di Carl Jung sul riconoscimento archetipico, la sincronicità e l’inconscio collettivo. L’abbraccio immediato del bramino non è delirio – è la proiezione dell’archetipo del Padre/Bambino. Il raggiungimento del Secondo Sentiero da parte della coppia dopo il pasto mostra come l’attaccamento possa essere trasformato (sublimazione alchemica della libido) in saggezza. Jung direbbe: “L’uomo in cui la tua mente riposa” è il Sé che si rivela attraverso relazioni senza tempo.

 

Cosa vedrai in questo video: 

- 18 scene animate del Jātaka, in stile pitture rupestri di Ajanta (formato verticale 9:16) 

- 18 slide con didascalie affiancate: narrazione Jātaka + commento junghiano 

- Commento audio della descrizione visiva e dell’aneddoto narrativo 

 

A chi è rivolto: 

 

- Praticanti di meditazione e mindfulness  

- Insegnanti di psicologia buddhista o mitologia comparata 

- Chi esplora le dimensioni archetipiche nei racconti sacri 

 

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Crediti: Storia dal Canone Pāli (Jātaka 68). Integrazione junghiana di Giuseppe Gugliotta. Immagini generate con IA in stile Ajanta. Audio narrato.

 

👉 Guarda, rifletti e condividi. Quali relazioni nella tua vita senti “più antiche di questa esistenza”?

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