Il blog intreccia il simbolismo biblico, la teologia apofatica e la dottrina del risveglio spirituale. Ogni articolo esplora il testo sacro con un approccio meditativo e illustrativo, unendo approfondimenti storici, mistici e filosofici. Invita il lettore a vivere l'Apocalisse non come un testo di fine dei tempi, ma come una rivelazione personale e collettiva, un viaggio verso l'unità e la trascendenza.

lunedì 2 febbraio 2026

21 Kuruṅga-Jātaka e il risveglio prima del passo

 


Il frutto gettato dall’alto

 


 

La terza immagine-video della Stazione I – La Dolce Trappola introduce una frattura silenziosa: non più la caduta, ma la possibilità del risveglio.

Ispirata al Kuruṅga-Jātaka (Jātaka 21), la scena si apre in una radura all’alba. La luce è chiara, fredda, priva dell’oro seduttivo che avvolgeva le immagini precedenti. Qui non si invita: si illumina.

In primo piano, un’antilope è ferma. Non fugge, non avanza. Il corpo è teso, sospeso, come se avesse interrotto un movimento appena iniziato. Davanti a lei, sul terreno, giace un frutto luminoso: integro, invitante, ma fuori posto.

Lo sguardo dell’antilope non è rivolto al frutto, ma verso l’alto. Tra i rami dell’albero si intravede una piattaforma, l’ombra di un cacciatore nascosto. Il potere non domina più la scena: è stato visto.

Questa immagine video racconta l’istante decisivo del Jātaka. Il cacciatore, non riuscendo ad attirare l’animale, getta i frutti dall’alto per simulare un dono. Ma l’antilope riconosce l’artificio. Capisce che ciò che arriva non cade, ma viene lanciato. E si ferma.

Con questo gesto minimo si chiude l’arco della Stazione I.

Nel Kaṇḍina-Jātaka, il cervo cade perché avanza per amore.
Nel Vātamiga-Jātaka, l’antilope entra nel palazzo perché il piacere ha educato il suo desiderio.
Nel Kuruṅga-Jātaka, invece, la seduzione fallisce: l’esca viene vista come esca.

La coscienza nasce qui.
Non nel rifiuto del desiderio, ma nel riconoscimento del meccanismo.

Il frutto resta a terra.
Il passo non viene compiuto.
Il potere, privato dell’invisibilità, perde forza.

La Dolce Trappola si chiude così: non con una vittoria spettacolare, ma con una possibilità fragile e radicale — fermarsi in tempo.

 

 

 

 

 

Nessun commento:

19 Āyācitabhatta-Jātaka - The Fancy Meal Offering

    Āyācitabittata-Jātaka: The Vow That Binds. When Sacrifice is Slavery. Station IV: The ritual unmasked. True release is not a blood tra...